COMUNICATO STAMPA

Stràngius 2026: “Insegnamenti” al centro della IX edizione del Festival Internazionale

Dal 3 settembre a Serramanna scrittori, poeti, artisti, sportivi, registi e testimoni del nostro tempo. Tra gli ospiti Luigi de Magistris, Luciano Manicardi, Tetsugen Serra, Inmaculada Lergo, Ismaël Diadié Haïdara, Richardson Viano, Maria Rosa Quario, Sergio Martino e Daniele Vicari

SERRAMANNA – Persone, esperienze, parole e incontri capaci di lasciare un segno. È da questa riflessione che prende forma la IX edizione di Stràngius – Festival Letterario Internazionale della Letteratura Autobiografica, che torna a Serramanna dal 3 al 5 e dal 10 al 13 settembre, con un ulteriore appuntamento il 2 ottobre e le attività di Stràngius a Scuola nel mese di novembre.

“Insegnamenti. Tra elementari, spirituali, buoni e cattivi maestri” è il tema scelto per il 2026: un percorso che, attraverso la letteratura autobiografica, indagherà le persone, le esperienze, le idee e gli incontri che contribuiscono alla formazione dell’individuo e lasciano un’impronta nel corso della vita.

Scrittori, poeti, studiosi, artisti, protagonisti dello sport e del cinema e testimoni del nostro tempo saranno chiamati a raccontarsi e a confrontarsi con il pubblico. Nel corso dell’edizione saranno inoltre assegnati il Premio Mossa e il Premio Putzolu, i due riconoscimenti che negli anni hanno contribuito a costruire la storia di Stràngius attraverso autori e opere italiani e internazionali.

Come da tradizione, saranno gli stessi luoghi di Serramanna a diventare parte integrante del Festival: case campidanesi, spazi pubblici, luoghi della memoria e della comunità ospiteranno incontri, presentazioni, mostre e momenti di approfondimento.

Stràngius Festival è promosso e organizzato dal Comune di Serramanna, in collaborazione con l’Associazione Internazionale Città della Terra Cruda e le associazioni del territorio.

Giovanni Maccioni: «Un appuntamento centrale nella vita culturale di Serramanna»

«Giunto alla sua nona edizione, Stràngius rappresenta ormai un appuntamento centrale nella vita culturale di Serramanna. Il tema scelto quest’anno, “Insegnamenti. Tra elementari, spirituali, buoni e cattivi maestri”, ci invita a riflettere sulle persone, sulle esperienze e sui valori che contribuiscono a formarci nel corso della vita.

Attraverso la letteratura autobiografica, il Festival crea uno spazio autentico di incontro e confronto tra autori, testimoni del nostro tempo e comunità. Le piazze, le case campidanesi e i luoghi simbolici del paese diventano così luoghi aperti al racconto, all’ascolto e alla conoscenza.

Stràngius è anche un importante progetto di valorizzazione del territorio, capace di coinvolgere scuole, associazioni e cittadini e di proiettare Serramanna in una dimensione culturale nazionale e internazionale. Come Amministrazione comunale siamo orgogliosi di sostenere una manifestazione che, anno dopo anno, continua a crescere e a rendere la cultura accessibile e partecipata.

Ringrazio tutte le persone, le realtà associative e gli operatori che contribuiscono alla realizzazione di questa nuova edizione. Invito la cittadinanza e i visitatori a partecipare agli appuntamenti del Festival: ogni incontro potrà offrirci una storia da ascoltare, una domanda sulla quale riflettere e, forse, un nuovo insegnamento da portare con noi».

Giovanni Maccioni, assessore alla Cultura del Comune di Serramanna.

Dalla Costituzione ai maestri spirituali

Ad aprire il Festival, giovedì 3 settembre, sarà la giornata “Maestra Costituzione”. A Casa Rifa Gianluca Scroccu ripercorrerà la figura umana, politica e istituzionale di Sandro Pertini attraverso i volumi Sandro Pertini (Salerno Editrice) e Sandro Pertini. Sei condanne, due evasioni. OVRA, tribunale speciale, galere fasciste (NDA Press).

A seguire tornerà a Stràngius Luigi de Magistris, già ospite del Festival nel 2024, con Attuare la Costituzione (PaperFIRST), per un incontro che porrà al centro il rapporto tra principi costituzionali, istituzioni e società.

Venerdì 4 settembre la giornata “Maistus e Maista Lingua”, ospitata a Casa Cruda, vedrà protagonista Ivo Murgia con un incontro interamente in lingua sarda e un viaggio letterario nei Balcani. Seguirà Francesco Del Casino, pittore e muralista tra i protagonisti della storia del muralismo in Sardegna. Il suo percorso autobiografico offrirà l’occasione per attraversare arte, insegnamento, identità, territorio e comunicazione, accompagnato dai suoi lavori dedicati a Gramsci e al muralismo sardo.

Sabato 5 settembre sarà invece dedicato ai “Maestri spirituali”. Tetsugen Serra, monaco della tradizione Sōtō e tra i pionieri dello zen in Italia, presenterà Principi zen per la vita quotidiana e la ricerca spirituale (Ubaldini Editore).

Nel pomeriggio Luciano Manicardi, monaco, biblista e scrittore, presenterà Diventare umani. Una grammatica della vita spirituale (Vita e Pensiero, 2026). L’appuntamento si terrà nel sagrato della Chiesa campestre di Santa Maria ed è realizzato in collaborazione con “Insieme per Sa Festa Manna” – Comitato Santa Maria 2026.

Giuseppe Manias: insegnare significa lasciare un segno

«Il verbo “insegnare” deriva dal latino insignare, composto dal prefisso in- e dal verbo signare, che significa “imprimere un segno” nella mente, collegato al sostantivo signum, “segno, marchio, sigillo”. Questo suggerisce che insegnare non è solo trasmettere informazioni, ma lasciare un’impronta duratura.

Chi sono quindi i maestri? La parola “maestro” deriva dal latino magister, che significa “superiore” o “chi sa più di altri”. Di fatto, maestro si riferisce a chi conosce una disciplina profondamente e può insegnarla agli altri.

Pensiamo che in quest’epoca, in cui le nuove generazioni vedono la loro educazione affidata soprattutto a social e smartphone, una priorità culturale sia quella di formare l’uomo: affinché possa pensare, riconoscere e governare le emozioni e confrontarsi con le diversità».

Giuseppe Manias, direttore artistico di Stràngius Festival.

“Maestra Poesia”: due voci internazionali

Da anni Stràngius dedica una delle sue giornate alla poesia, una delle espressioni più intime della scrittura autobiografica: parola capace di custodire memoria, identità ed esperienza personale e collettiva.

Giovedì 10 settembre “Maestra Poesia” porterà a Serramanna due autorevoli voci del panorama internazionale.

Inmaculada Lergo, critica letteraria, filologa e poetessa spagnola, profonda conoscitrice della poesia ispanoamericana, presenterà Il corpo del veleno (Multimedia Edizioni, 2025), con traduzione e cura di Carla Perugini.

A seguire Ismaël Diadié Haïdara, conosciuto anche come Ismaël Qûti, scrittore, storico, filosofo e poeta maliano, presenterà Tebrae (Multimedia Edizioni, 2026). Fondatore del Fondo Kati, che conserva 12.714 manoscritti di eredità andalusa, Haïdara vive in esilio in Spagna dopo la ribellione tuareg del 2012 e la conquista di Timbuctù da parte dei jihadisti. Nella sua poesia, guerra ed esilio diventano memoria, resistenza, libertà e speranza.

Lo sport come esperienza e racconto di sé

Venerdì 11 settembre il Festival guarderà allo sport come luogo di formazione, identità e trasmissione.

Richardson Viano, primo atleta haitiano nella storia a partecipare ai Giochi olimpici invernali e reduce dalla sua seconda esperienza olimpica a Milano Cortina 2026, racconterà la propria storia attraverso Ad Haiti sognavo la neve (Editrice Missionaria Italiana, 2026), scritto con Alessandro Corallo e Alessandro Demarchi.

Nella stessa giornata Maria Rosa “Ninna” Quario, ex atleta della Nazionale italiana di sci alpino e giornalista sportiva, porterà a Stràngius Due vite, racconto nel quale esperienza agonistica, maternità e il percorso dei figli Federica e Davide Brignone si intrecciano in una storia personale e familiare.

Il silenzio, la fragilità e la scrittura

Sabato 12 settembre sarà “Maestro Silenzio”.

Ilenia Sara Perra presenterà Padre Natura, mentre la giornalista, studiosa e docente Nicoletta Polla-Mattiot, che dal 1988 indaga il silenzio come strumento di comunicazione, presenterà Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita (Einaudi, 2026).

Un’altra declinazione del tema degli insegnamenti, questa volta attraverso ciò che spesso sembra assenza di parola e che può invece trasformarsi in ascolto, consapevolezza, comunicazione e racconto di sé.

Padri e figli, maestri gli uni degli altri

Domenica 13 settembre il tema “Padri e figli maestri” metterà al centro eredità, memoria, legami familiari e trasmissione tra generazioni.

Giulia Manzi racconterà una dimensione più intima di suo padre Alberto Manzi, educatore, scrittore e pedagogista che con Non è mai troppo tardi contribuì all’alfabetizzazione di migliaia di italiani.

A seguire Egidia Beretta porterà a Stràngius la testimonianza e la memoria del figlio Vittorio Arrigoni, volontario e reporter ucciso nella Striscia di Gaza nel 2011, attraverso un racconto che attraversa impegno civile, diritti umani, pace e solidarietà.

Il cinema e i suoi maestri

Il 2 ottobre Stràngius incontrerà infine il cinema con la giornata “Maestro! Ciak, si gira!”.

Protagonisti saranno Sergio Martino, regista e sceneggiatore tra i nomi più rappresentativi del cinema di genere italiano, autore dell’autobiografia Mille peccati… nessuna virtù?, e Daniele Vicari, regista, sceneggiatore e direttore artistico della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté, che per Einaudi ha pubblicato Emanuele nella battaglia e Il cinema, l’immortale.

Premio Mossa e Premio Putzolu

La IX edizione rinnoverà anche l’appuntamento con i due riconoscimenti di Stràngius: il Premio Letterario “Vico Mossa – Testimone del nostro tempo” e il Premio Letterario “Franco Putzolu – Testimone dell’identità sarda”, che nel tempo hanno contribuito a costruire la memoria del Festival valorizzando opere e autori legati alle diverse forme del racconto autobiografico.

Il Premio Mossa, assegnato dal 2018, è andato negli anni a Hernando Calvo Ospina, Jovan Divjak, Shaun Bythell, Ibrahima Lo, Stephanie Lebrun e Ukmina Manoori, Carmen Yáñez, Ada Salas e, nel 2025, Ian McKinley.

Il Premio Putzolu, assegnato dal 2019, ha visto tra i premiati Angelo Carta, Francesco Abate, Franciscu Sedda, Salvatore Morittu e Giampaolo Cassitta, Mario Guerrini, Salvatore Tola e, nel 2025, Beniamino Deidda.

Nel corso dell’edizione 2026 saranno consegnati entrambi i riconoscimenti, proseguendo un percorso che lega la storia del Festival alle voci, alle testimonianze e alle opere che negli anni ne hanno interpretato lo spirito.

Mostre e Festival diffuso

Ad accompagnare gli incontri saranno anche le mostre.

A Casa Cruda sarà ospitata Vivo sono partigiano. Nino a Gaza, mostra di Francesco Del Casino a cura di Francesco Virdis.

Il Montegranatico accoglierà “In di de scolla”. La scuola tra ’800 e ’900. Maestri, alunni e scuola a Serramanna, a cura dell’Associazione Tradizioni Popolari Serramanna.

“8 anni di Stràngius”, mostra fotografica a cura di Giulia Camba, Deborah Succa e Giuseppe Manias, sarà invece dislocata in più luoghi del paese, trasformando Serramanna in uno spazio diffuso di memoria delle precedenti edizioni.

Stràngius a Scuola e gli appuntamenti di novembre

A novembre tornerà Stràngius a Scuola, con attività rivolte alle nuove generazioni e un programma che proseguirà il lavoro del Festival sui temi dell’educazione, della formazione e della trasmissione.

Venerdì 20 novembre, alle 17.30, nella Chiesa di San Sebastiano, si terrà inoltre la tavola rotonda “I festival letterari a scuola. Problematiche e opportunità”.

Dal 23 al 28 novembre sarà allestita anche “Musica Maestro”, mostra bibliografica che completerà il percorso dedicato al tema dell’edizione.

Gli incontri della IX edizione saranno registrati e successivamente resi disponibili sui canali ufficiali di Stràngius Festival, conservando e rendendo fruibili nel tempo le testimonianze, le riflessioni e i racconti dei protagonisti.

La partecipazione agli appuntamenti di Stràngius Festival è gratuita.

Foto di Giulia Camba

🌐 www.strangiusfestival.it

Serramanna, 27 agosto 2026