“LA CURA DELLA PROPRIA IDENTITÀ”, nuovo appuntamento targato Stràngius. Sabato 10 e domenica 11 ottobre si è deciso di riaprire le mostre che a causa della pioggia negli ultimi tre giorni di manifestazione non sono state fruibili. 
Le due giornate all’insegna della cultura, del confronto e dell’approfondimento  dell’identità saranno aperte dalla presentazione, alle 17 nella via Montegranatico, del libro “Io rido perché ho paura: Vico Mossa e l’architettura sarda tra ruralità e modernità”. “Architetto, storico, intellettuale, fotografo, uomo curioso e assetato di conoscenza, educatore, divulgatore. Il percorso labirintico, matrice dei molteplici linguaggi di Vico Mossa, in un volume che ne racconta le inclinazioni culturali, le sue sperimentazioni e il significato della sua adesione all’architettura organica quale paradigma di qualsiasi scelta ambientale e di tutela”. Il volume presentato a Milano (al Politecnico) a Torino (al Salone Internazionale del libro) e a Oliena (in occasione di Cortes Apertas) non è mai stato presentato a Serramanna.  Ne parleranno Roberto Podda, Alceo Vado, Enrico Pinna, Alessandra Mocci, Enrico Pusceddu e Giangiuliano Mossa. Introduce Giuseppe Manias (Biblioteca Gramsciana) e coordina Lucio Ortu.A seguire, alle 18,30 presso i locali dell’ex Montegranatico (via Montegranatico), l’inaugurazione della mostra “Luxi, equilibri cromatici terre di Sardegna” a cura di Associazione Internazionale Cittá della Terra Cruda e dell’Arch. Isabella Breda.

Mentre domenica 11 ottobre, la mattina dalle 9 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 19 si potranno visitare le tre mostre:

  • “Barcones” di Nico Orunesu presso la sala conferenze Vico Mossa (via Parrocchia, 10).
  • “Love pills, altereted state of shopping” a cura di Janlucas. Presso l’Antico Chiostro del Convento dei Domenicani (via Serra, 40).
  • Luxi, equilibri cromatici terre di Sardegna” a cura dell’Associazione Internazionale “Cittá delle terra cruda” e dell’Arch. Isabella Breda. Nei locali dell’Ex Montegranatico (via Montegranatico)

Gli organizzatori chiudono soddisfatti questa terza edizione che ha registrato la partecipazione di una media di cento persone ad evento che si uniscono alle oltre quattrocento per ogni appuntamento che hanno preferito seguire le dirette streaming, perché lontane o impossibilitate a partecipare fisicamente.“Siamo riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati e a migliorare l’accoglienza da parte dei fruitori. In questa edizione possiamo dire che l’attenzione verso gli argomenti legati alla socialità e alla cultura hanno avuto ottimi riscontri”. Dichiara soddisfatto Giuseppe Manias, direttore artistico Stràngius, nei saluti finali.

La giornata conclusiva, domenica 27 settembre 2020, dal titolo “LA CURA DEL CORPO E DELLO SPIRITO”, ha visto anche la consegna del premio “Vico Mossa: testimone del nostro tempo” per mano del sindaco Sergio Murgia a Shaun Bythell, autore di “Una vita da libraio”, “perché aver cura di sé è aver cura non solo dell’immateriale ma anche degli strumenti che accrescono la nostra cultura. Shaun Bythell con la sua opera letteraria ci fa amare ancor di più i libri e con disincanto e umorismo ci avvicina ancor di più a quella che é la socialità e confronto che si crea in una libreria mettendoci in guardia sui pericoli del commercio digitale sempre più al ribasso lontano dal contatto con quell’oggetto materiale che fatto nostro diventa immateriale e frutto di socialità” Il premio, intitolato “La famiglia”, è stato realizzato dagli artisti Lucio Fanti e Silvia Concas (LS LINEARTE) è una scultura realizzata in ceramica bucchero e ceramica bianca, su base in legno di castagno, raffigurante una famiglia stilizzata perché come sottolineano i due artisti “Dove c’è cura c’è famiglia”. 

“Stràngius è questo: una piccola scintilla accesa in tutti noi, affinché tutti insieme possiamo contribuire a creare un modo differente di vedere le persone, le culture, le usanze, le sensibilità diverse dalle nostre. – Continua l’assessore alla Cultura del Comune di Serramanna Guido Carcangiu – Non con paura, sospetto o indifferenza, ma con empatia, solidarietà curiosità e rispetto. Facciamo in modo che le preziose testimonianze raccolte in questi cinque straordinari giorni fioriscano dentro di noi, ampliando di un po’ la nostra percezione, rendendoci un po’ più consapevoli e curiosi per tutto ciò che ci circonda”.

Il Festival è un progetto dell’Amministrazione Comunale di Serramanna, realizzato con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e dell’Unione dei Comuni “Terre del Campidano”. Realizzato in collaborazione con l’Associazione “Città della Terra Cruda”, la Biblioteca Gramsciana Onlus e numerose realtà associative serramannesi. L’evento si propone di offrire preziose e proficue occasioni di incontro e confronto tra mondi e culture diversi sulle orme dell’illustre serramannese Vico Mossa, autore del romanzo autobiografico “I cabilli”. Il Festival è inserito all’interno del progetto “TerrAccogliente 2020”.